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14 settembre 2017
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2017

Rilancio del comparto corilicolo nei Nebrodi , ieri un incontro tra Caruso (Icp) e viceministro Olivero a Roma

Agroalimentare, mercoledì incontro tra Caruso (Icp) e viceministro Olivero su nocciolo dei Nebrodi

Presente anche il presidente della Comunità, Enzo Ioppolo, e una delegazione. Al centro del vertice, il sostegno alle sperimentazioni e agli investimenti per il rilancio del comparto corilicolo

Roma – “La coltura del nocciolo siciliano, in particolare della zona dei Nebrodi, incarna un modello di sviluppo virtuoso del tessuto produttivo agroalimentare regionale, poiché esalta le naturali qualità della terra e le trasforma in una risorsa economica ed occupazionale. Saluto quindi con estremo favore l’attenzione che il viceministro Olivero ha voluto riservare a questo comparto, dimostrando di averne compreso la profonda valenza e le ulteriori possibilità di sviluppo sul territorio”.

E’ quanto dichiara in una nota l’onorevole Mario Caruso, presidente di Italia Civile Popolare e membro alla Camera della commissione Contraffazione, in merito all’incontro da lui promosso tra il viceministro delle Politiche agricole Andrea Olivero e i rappresentanti della ‘Comunità della nocciola dei Nebrodi’, che si svolgerà il prossimo mercoledì 13 settembre presso la sede del ministero. Sarà presente anche il presidente della Comunità, Enzo Ioppolo.

“Ho sposato con convinzione la causa sostenuta di questa comunità e dei suoi produttori, i quali da anni chiedono a gran voce il rilancio del comparto corilicolo nebroideo – aggiunge ancora Caruso, che accompagnerà la delegazione. Il deputato aveva già avuto modo di incontrare i rappresentanti della Comunità, su iniziativa del presidente Ioppolo, sia in Germania durante lo Stutgarter Markethalle, il Salone del Gusto di Stoccarda, sia in Sicilia, a Sinagra.

“La coltura del nocciolo riveste un ruolo particolarmente importante nell’area dei Nebrodi, dove costituisce un elemento fondamentale per il tessuto economico dell’intera dorsale e una fonte di occupazione significativa, tanto da assorbire una forza lavoro che rappresenta, su base provinciale, quasi l’80 per cento dell’intero comparto agricolo”.

“Il nocciolo prodotto nell’area dei Nebrodi è un prodotto di eccellenza, grazie all’assoluta mancanza di utilizzazione di prodotti di sintesi. Purtroppo, a fronte di tutte le sue ricadute positive sull’economia locale, questa coltivazione presenta anche delle marcate difficoltà legate alle caratteristiche del territorio, con la conseguente lievitazione dei costi spesso difficile da affrontare per i piccoli produttori locali, che devono fare i conti anche con la riproduzione delle cimici e di colonie di ghiri, nocive per le coltivazioni e causa dell’abbandono di vaste aree agricole”.

“Proprio nell’ottica del mantenimento degli standard qualitativi sia delle produzioni che dei terreni stessi, l’associazione ‘Comunità della nocciola dei Nebrodi’ intende testare l’impiego di “Dissuasori biodinamici”, un metodo innovativo per l’assoluta atossicità dei prodotti utilizzati, la cui validità è stata già dimostrata da studi di settore e dall’applicazione in varie aree del Nord Italia, Piemonte in particolare”.

“Naturalmente, tra macchinari, attrezzature, formazione e prove pratiche, tali sperimentazioni hanno dei costi molto elevati, che dei piccoli produttori non possono affrontare autonomamente ma che invece, se opportunamente sostenuta dalle istituzioni, avrebbe un effetto benefico sull’intera comunità. Una volta validata, infatti, la stessa sperimentazione potrà essere usata come esempio e metodo per altre problematiche simili o per tutte le coltivazioni siciliane, non solo quella del nocciolo”.

“In considerazione delle ricadute sociali di questa sperimentazione, quindi, è opportuno che i produttori siano aiutati, attraverso il sostegno istituzionale. E’ giusto quindi che le istituzioni sostengano chi intende mantenere elevati gli standard qualitativi sia delle produzioni che dei terreni stessi. L’incontro di mercoledì è stato pensato proprio in questa ottica – conclude Caruso -, dare una risposta a quei produttori del comparto agroalimentare che, con il proprio lavoro, migliorano la terra che tutti quanti

noi abitiamo”.


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